Giovanni Paolo II e lo sport

Due brevi estratti per aiutarci a riflettere.

“Cercate di utilizzare lo sport come analogia della vita, per imparare a vivere. Il campo di gioco o l’attività’ in palestra è come la vita; uno può fare sport per passare il tempo, per “mostrare i muscoli” oppure per diventare più se stesso.

Il valore dello sport è che è analogia della vita, perché il vero campo da gioco è la vita. Così, anche il sacrificio che lo sport richiede svela meglio la sua natura buona e l’esigenza di motivare in modo adeguato un sacrificio. Bisogna far vedere il nesso tra il sacrificio e il risultato cioè la convenienza per una vita più umana.

E poi, se i ragazzi crescono nella loro umanità, riusciranno meglio anche nello sport. “……..”Vincere è sfruttare bene i talenti è riconoscere i talenti che Dio ci ha dato. Perdere è capire quali talenti abbiamo e quali capacità dobbiamo ancora capire. Se ce la metto tutta e perdo non è una sconfitta senza valore:sono chiamato a scoprire quali sono le mie doti.”

Dalla Omelia di Giovanni Paolo II alla Messa per il Giubileo internazionale degli sportivi – stadio Olimpico 12/4/84 

“..ogni atleta, prima di essere un individuo dotato di muscoli saldi e di pronti riflessi, è una vera persona umana, in grado di trascendere qualsiasi riduttivo condizionamento in forza della sua intelligenza, della sua libertà, e quindi anche capace di affermare nelle sue azioni ciò che è conforme obiettivamente al giusto, al vero, al buono.

Non vengano mai meno, quindi, tra di voi il gusto della fraternità, il rispetto reciproco, la magnanimità e , se occorre, il perdono, nella leale comprensione reciproca.

Fate in modo che l’uomo non sia mai sacrificato all’atleta!”

Dal Discorso di Giovanni Paolo II ai giocatori dell’Associazione Calcio Milan 20/12/86

Paolo Andreoli

Chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare

Cos’ha spinto quei giovani genitori che nel 1989 hanno ideato ed attivato la Polisportiva “Il Delfino” in Udine? Non un progetto precostituito per realizzare una società di atleti, neppure l’improvvisazione di neofiti o il desiderio di realizzarsi di ex sportivi bensì il desiderio di far rivivere nei propri figli (bambini di 6,7, 10 anni  e più) la stessa passione per una compitezza di vita, se non completamente realizzata, certamente sperimentata dentro una compagnia animata dai valori cristiani. Un desiderio di educare (nel senso etimologico del termine) ovvero di portare alla luce quella capacità di vita attiva, di misurarsi con la realtà dello sport, con il proprio limite fisico e se vogliamo psicologico chè è proprio della natura umana, ma anche la consapevolezza che le doti nascoste in  ciascuno possono trovare espressione positiva nell’agonismo non esasperato, nell’esercizio fisico non assolutizzato nel risultato ma che, invece è in grado di rivelare la personalità dei protagonisti, potenzia ed affina qualità nascoste ed è  in grado di trovare in una compagnia amicale il luogo per maturare fisicamente ed affettivamente dei piccoli uomini.

Nessun progetto, si diceva, ma la matura consapevolezza di adulti che, grazie ad esperienze sportive precedenti, a professionalità acquisite, a disponibilità di tempo e gratuità del cuore si sono coinvolti con i figli e gli amici di questi, in momenti ludici e di potenziamento delle qualità agonistiche in un clima di corresponsabilità e di dedizione.

Gli impianti utilizzati potevano essere un campetto di calcio annesso ad opere parrochiali, una palestra affittata dal comune, le piste da sci delle nostre Alpi,  i sentieri di montagna o le strade delle nostre campagne. La carenza di strutture proprie non è mai stata di ostacolo alla volontà positiva degli animatori che nel tempo si sono succeduti né la pochezza finanziaria ha tarpato le ali al desiderio di sano divertimento. “ Fare sport per crescere insieme e divertirsi” questo il motto sotteso al simbolo, “Il Delfino” appunto. Mammifero acquatico, giocoso, intraprendente immagine positiva di movimento e di gioia di vivere, individualmente capace di esprimere grazia e destrezza, individualòità e coralità e, non ultimo, bello a vedersi.

Nel tempo i bambini ed i ragazzi sono diventati uomini, alcuni rimasti tra di noi come preparatori, tutti entrati nel grande agone della vita dove misurarsi con il difficile compito di essere testimoni positivi di responsabilità e di gioia di vivere.

Con gli anni sono mutate le discipline sportive praticate, gli spazi a disposizione, le convergenze con le strutture e gli enti di affiliazione (CONI , CSI, Compagnia delle Opere Sport, Green Volley) ma non è mutata la consapevolezza del  compito per tutti coloro che sono, a diverso titolo, impegnati ne “Il Delfino” che non è solo aiutare bambini e ragazzi ad apprendere e potenziare le capacità sportive ma a farli diventare giovani adulti capaci di affrontare la vita con la responsabilità di uomini conservando la giocosa e lietà libertà di bambini.

 

Livio Rieppi

Bocciofila 2011

Purtroppo in quest’anno 2011 impegni e vicissitudini personali degli appartenenti al gruppo bocciofilo hanno impedito lo svolgersi delle abituali serate d’incotro nel campo bocce della parrocchia di San Giuseppe, in viale Venezia. Ci sono però alcune idee nuove a cui stiamo lavorando per il prossimo anno.Vi terremo informati pubblicando gli annunci qui sul sito a partire dalla prossima primavera 2012.

Paolo Andreoli

Giornata di chiusura attività estiva

Una bellissima giornata

Si è svolta domenica 25 settembre la gita di chiusura delle attività escursionistiche estive. (scarica qui il volantino).

La meta è stata la casera Tintina, alle pendici del monte Tinisa, nelle Alpi Carniche, in una giornata bellissima, fresca e soleggiata. Dalla casera mentre un gruppo si fermava per l’organizzazione del pranzo, si formavano altri due gruppi che si dirigevano il primo lungo il percorso completo del

Sentiero Naturalistico Tiziana Weiss, per esperti, con salita al Malpasso e discesa alla forca Montof. Il secondo seguiva invece un percorso ridotto dello stesso Sentiero, adatto a tutti, lungo la dorsale del monte Cavallo e passaggio per la stessa forca Montof.

Il percorso
Il percorso

Per ritrovarsi poi tutti insieme per l’Angelus e il pranzo alla casera dove tra panini “Wurstel & cipolla alla Benedetti” e “Strudel alla Ciffo” abbiamo passato due ore in allegra compagnia.

Alcuni canti e poi, ripulita la casera, abbiamo intrapreso il cammino del ritorno; una birra ristoratrice al rifugio Tita Piaz e poi a casa.

Un grazie a quanti hanno partecipato e a chi si è prodigato per la riuscita dell’intera giornata.

 

Wurstel & cipolla alla Benedetti

Un saluto a tutti, un arrivederci a presto e un invito: venite a trovarci sul sito per conoscere le nostre prossime proposte.

 

Paolo Andreoli

 

 

 

 

 

Incontro a Forlì per educatori e allenatori

Il possimo sabato 23 ottobre si svolgerà a Forlì un incontro dal tema “Quali sono i fattori educativi fondamentali su cui lavorare attraverso lo  trumento sport con ragazzi/e dai dodici ai diciassette anni”.
“Vogliamo incontrarci non solo tra allenatori o comunquepersone implicate nel mondo dello sport, ma con chiunque, in qualsiasi ambito, lavora con questa fascia di età, con il desiderio di individuare gli elementi comuni all’opera educativa, nella specificità di ogni percorso. Il lavoro si svolgerà nel seguente modo: Sergio Mastrota (allenatore di volley femminile su Varese e Milano) illustrerà la sua esperienza.
A seguire dibattivo con liberi interventi e confronti.”

Per ulteriori informazione inviare una mail all’indirizzo ildelfinoudine@libero.it

Fare sport insieme per crescere e divertirsi

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